VERSO LE NOSTRE RADICI:
Grazie ai gemellaggi realizzati tra i paesi del Piemonte, in Italia, e quelli della regione centro-occidentale della provincia di Santa Fe e parte di quella di Cordoba, abbiamo potuto rincontrarci con le nostre radici.- La maggioranza dei paesi del territorio santafesino e cordobese sorsero alla fine dellottocento quando limmigrazione europea arrivó in queste terre.-
Questa ampia zona, oggi dedita allagricoltura ed allallevamento, fu popolata in maggioranza da italiani quasi provenienti dal Piemonte.- E molto frequente trovare nei documenti di quelli immigrati la parola contadino.- Cosí, lungo il corso delle ferrovie, sorsero i paesi ed i nostri antenati diedero inizio con il loro prezioso lavoro a quello che giunse a chiamarsi IL GRANAIO DEL MONDO.- Cominció a creceré in me. Il desiderio di visitare la terra dei miei 4 nonni.- Mandai lettere raccontando le mie esperienze infantili in campagna, nella casa dei miei nonni piemontesi, dove sono nata e cresciuta, ed i miei sentimenti per quella regione.-
Ho potuto cosí raccogliere una nutrita documentazione dei miei antenati che ogni chiesa e comune mi mandò.- Con immensa gioia ci fu data lopportunità di conoceré quelle terre tanto care ai nostri sentimenti.- Cosí, insieme alcuni membri del comune, un grupo di più di venti abitanti di CAÑADA Rosquín, tutti discendenti di piemontesi, organizzammo il viaggio e partimmo verso Vigone, paese millenario gemellato con il nostro.-
A Vigone ci hanno ricevuto come fratelli, ci hanno offerto amicizia, gentilezze e ci hanno fatto sentire come veri figli dei loro concittadini.- Tutto è stato emozione e gioia.- Ascoltare parole classiche del dialetto piemontese, canzoni che cantavano i nostri nonni, proverbi e gesti che molti di noi non vedevamo da decenni, ci ha fatto rivivere la nostra infanza.- Tutto era cosí piemontese, come la tipica BAGNA CAUDA che ci offrirono e che ancor oggi assaporiamo nelle nostre tavole.- Ci fecero conoceré la regione ed ogni paese vicino a Vigone aveva per me, unimportanza incredibile.- Ciascuno di essi era il paese natale di uno dei miei nonni o bisnonni: Cercenasco, Scarnafiggi, Piossasco, Cavallermaggiore, Sommariva del bosco.- Grande fu la m ia sorpresa a scoprire un paese con il mio cognome.- Abbiamo visto ovunque scritti i cognomi comune ai nostri e la gente assomigliante a quella della nostra regione, i campi dove più di cento anni fa lavoravano i nostri nonni, coperti, al momento della nostra visita do mais, carichi di pannocchie e tutta quella pittoresca campagna piemontese circondata dalla belleza delle Alpi che le facevano corona.-
Siamo stati nella splendida VALLE DAOSTA vicino alle Alpi, e tra gioia, paura e scherzi, salimmo con la funivia sul monte Bianco.- Lo spettacolo è imponenete.- Abbiamo avuto la fortuna di vedere le prime nevi dellautunno.- La neve pietrificata dei ghiacciai ed i pini coperti da una sottile coltre bianca, creavano un paessaggio spettacolare.- Giocammo come bambini sulla neve bianca e soave che copriva e bagnava i nostri volti come una pioggerellina.- Visitammo anche Torino, capoluogo del Piemonte, splendida città che i nostri nonni nominavano con nostalgia e che appariva nelle canzoni che ci cantavano nellinfanzia.- Salimmo anche le interminabili scale della Sacra di San Michele, tutta costruita di pietra dove sono sepolti i diversi membri della casa dei Savoia.- Conoscemmo Pinerolo, con il gran mercato dove si vendono i prodotti della regione.- E poi, Villafranca, Bagnolo e la Madonna delle Nevi, Saluzzo, Marenne, None, dove siamo stati ospitati in un accogliente albergo.- Grande emozione provai entrando nella chiesa di Vigone, per la cellebrazione della festa patronale e trovare il prete che mi aceptaba per darmi latto di battesimo della bisnonna paterna nata lì.- Quello stesso pomeriggio ci venne a trovare un signore di Sommariva del Bosco, paese dove ñaque la mia nonna paterna e vicina alla nonna di altre due amiche che mi accompagnavano.- Quel signore, aveva capito i sentimenti che avevo espresso nella lettera che alcuni mesi prima avevo mandato alla chiesa.- Da quel momento si era proposto di acquisire tutti i dati che erano alla sua portata, affinchè nella mia visita potessi veramente rincontrarmi con le mie radici.- Dopo avermi dato una cartellina con i documenti che per molte notti aveva cercato negli archivi della parrocchia, cominciammo un giro che ci portò a conoceré i luoghi che mai avremmo potuto vedere senza il suo aiuto.- Ci portò alla tomba dei miei bisnonni paterni a Cavallermaggiore che dopo un intensa ricerca con sua moglie, riuscì trovare.- Poi alla casa che apparteneva alla famiglia di mia nonna Maria Bertolino nel cui cortile posteriore si conserva intatta la costruzione come quando essi la abitarono, nel XIX secolo.- Grande fu la mia gioia a conoceré gli attuali abitanti il cui cognome continua essendo lo stesso della mia nonna.- Vedemmo la casa dove morirono i miei bisnonni, dopo rientro dall Argentina dove lasciarono i loro figli.- Visitammo un campo vicino con un grupo di case tutte uguali, a due piani, con tetto di tegole, con una chiesetta, chiamato Manica, luogo dove avevano i campi i miei antenati e dove vivevano le famiglie di mia nonna.- In Sommariva del Bosco, visitammo la chiesa dove furono battezzate le nostre nonne, anche di quelle due mie amiche.- Devo dire che arrivando al paese di mia nonna, che lei vide per lultima volta più di cento anni fa, i miei occhi si riempirono di lacrime.- Per finire con la sua ospitalità, questo amabile signore ci portò a casa sua dove la moglie e i figli ci aspettavano con un rinfresco, torta e café.- E impossibile ringraziare tutte le sorprese ricevute.- Durante 5giorni che ci fermammo nel Piemonte, la gente ci diede cosí tanto che ci fecero sentire piemontesi come il Po.- In quasi tutti i paesi ci sono antichi castelli che li fanno apparire più pittoreschi e antiche e bellissime chiese.- Il distacco fu emocionante.- Lasciammo lì, parte del nostro cuore,. Dopo inizió per me un percorso già noto, ma non per questo meno attraente.-
Vorrei dedicare questo viaggio apasionante in omaggio a tutti quelli che emigrarono e che lasciando i loro afetti lontano, vennero a fare grande la terra della nostra patria.-
Elsa Maria VIOTTO
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