CAÑADA ROSQUIN, INAUGURAZIONE DELLA NUOVA "FAMIGLIA PIEMONTESE"
29 maggio 2004, viene inaugurata la nuova "Famiglia Piemontese", nelle immagini il giorno della festa: in basso a sinistra, il Presidente della Famiglia di San Vicente con a fianco la Presidentessa della nuova Famiglia di Canada Rosquin, Insegnante Monica Crosetti, di lato il Segretario della Famiglia di San Vicente che con il Presidente sono stati i padrini della cerimonia.
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A destra, il pubblico Piemontese - Argentino presente in sala. |
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IN RICORDO AI CORAGGIOSI PIEMONTESI CHE SONO VENUTI ALLA NOSTRA TERRA: |
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Nel mese di aprile scorso, il sabato 2 e la domenica 3 (2005), la FAMIGLIA PIEMONTESE di CAÑADA ROSQUIN, ha organizzato una mostra di foto e testimonianze antiche, con riferenza alle prime famiglie che si sono stabilite al nostro paese e precisamente, erano in maggioranza d’origine piemontese.- Tramite le foto che la gente di Cañada ci ha prestato, abbiamo potuto mostrare l’abbigliamento, le case, la famiglia e tanti altri aspetti che acevano alla vita quotidiana dei nostri antenati.-Ascoltando gli aneddotti e i racconti che tanti ci hanno dato, abbiamo saputo come si laboraba, quanti sacriici e sofferenze per anni, fino a diventare padróni della terra, e quanta nostalgia per la propria terra piemontese abbandonata, ma mai dimenticata.- Anche, in alcune famiglie, é successo che siano tornati nell Italia, dopo alcun tempo, perche non erano riusciti ad abituarsi a quella nuova vita, tanto diversa di quella che avevano conosciuto.- E poi, la famiglia... quanti figli.- Generalmente ne avevano tanti, i quali ricevevano un’educazione e una cultura proprio piemontese.- Ancor oggi si ricordano le domenica in campagna, quando la famiglia, seduta ad una lunga tavola, si riuniva per far pranzo con pietanze tipiche e tutti insieme cantavano qualche canzonetta ricordando la terra lontana.- E la lingua, ció sí che era un problema perché si parlacva il piemontese a casa e da piccoli, per i bambini era l’unica lingua conosciuta.- Arribaba il momento di frequentare la scuola e sorgevano dei guai quando l’insegnante obligaba gli allievi ad esprimersi in spagnolo, “la castilla” e coloro che non ne conoscevano tanto, mettevano delle parole in piemontese, suscitanto cosí la sorpresa, ed a volte il riso generale, dei nativi argentini.- D’accordo a quanto ci dicevano le persone maggiori oggi, abitanti del paese, era un grosso problema, perche per alcuni era il piemontese la lingua prima, e diventó dificile e faticoso imparare l’altra.- Oggi, molte di queste persone lo parlano ancora e ne conservano l’originale pureza.- Si dice anche, che quando i genitori non volevano che i figli capissero quello che dicevano, parlavano in piemontese fra loro, o quando il tema era vietato all’ascolto dei minori.- Insomma, il tempo é passato, ma tramite la lingua, si puó considerare viva una parte della cultura vostra dei piemontesi stabiliti qui.- L’abbigliamento dell’epoca un altro aspetto che abbiamo potuto osservare nelle foto.- I vestiti lunghi e quasi sempre scuri nelle donne, i capelli in sú, davano loro un atteggiamento molto formale.- Le donne si coprivano dal colo fino ai piedi con abiti ornati per tutti i momenti e le occassioni.- Gli uomini non trascuravano la popria immagine.- Erano caratteristici i grossi baffi che coprivano quasi il labbro superiore, ed erano loro i capi del grupo famigliare al quale tutti dovevano rispetto ed ubbidienza.-Il lavoro della terra, fare il contadino era l’occupazione habitúale di tutti in quegli anni.- La maggioranza di questi, i nostri antenati, hanno dovuto lavorare moltissimo e accatinatamente fino a poter comprare un pezzo di quella terra tanto abbondante da queste parti, che dopo lasciavano in ereditá ai loro figli.-Molto ci hanno lasciato, anche un’educazione e una formazione piena di valori morali, di rispertto, amore, amicizia, erano uomini di una sola parola, piene di virtú.- In generale, é questa una sintesi di quanto volevamo, dalla famiglia piemontese, e con questa mostra di foto e testimonianze, mostrare alle nuove generazioni, che in gran parte, non conosceva o conosceva poco, di quei coraggiosi piemontesi che sono arrivati nell Argentina e che stabiliti a Cañada Rosquin, contribuirono a formare il nostro paese.- I cognomi delle famiglie, sicuramente saranno da voi conosciuti, come GIORDA, VIGNA, GALETTO, CROSETTI, PEROTTI, BRIZIO, MARTINATTO, DRUETTA, e tante altre.-Vorremmo far sapere ai cittadini vigonesi, i nostri fratelli nel gemellaggio, che noi, sebbene in lontananza, ci sentiamo uniti dal sangue e che sarebbe un obbligo e anche un vero piacere condividere con loro, questo sentimento di amore verso la terra che ci unisce grazie all’arrivo di tanti che sono venuti a far creceré la nostra patria.- MONICA CROSETTI |
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